Blog


Stage e posti di lavoro in Coca-Cola

12-08-2015

Stage e posti di lavoro in Coca-Cola

L’estate di Coca-Cola Hbc porta in dote stage semestrali ad alto tasso formativo. Oltre a veri e propri posti di lavoro. Il gruppo svizzero, (nome esteso Coca-Cola Hellenic Bottling Company), attivo nel settore alimentare, presente con i propri stabilimenti in 28 paesi e licenziataria di The Coca-Cola Company, mette a disposizione opportunità destinate a brillanti laureati e professionisti con un po' di esperienza.

Partiamo dalle nuove leve. «Al momento – spiegano dall’azienda – proponiamo stage, nel settore della comunicazione commerciale della sede di Milano, a neolaureati in economia, comunicazione e nuove tecnologie, tutti web oriented, con creatività, inglese sicuro e competenze di Adobe. A Nogara (Verona), invece, proponiamo tirocini nel cuore del progetto “Behavioural energy efficiency”: i candidati devono avere laurea in ingegneria energetica o ambientale, ottima conoscenza dell’inglese e capacità relazionali». E, ancora a Nogara, Coca Cola Hbc offre stage a warehouse service specialist con laurea in ingegneria, conoscenza di inglese e Office, doti organizzative e capacità di lavorare in team.

«Gli stage – concludono dall’azienda – prevedono in ogni caso un rimborso spese mensile e l’accesso gratuito alla nostra mensa aziendale. Ma, sia chiaro, non danno ai partecipanti la certezza di un inserimento in azienda al termine del percorso formativo».

Per quanto riguarda le proposte di lavoro vero e proprio, l’azienda cerca, a Milano, business analysis & report analyst con laurea in management, doti organizzative, due anni di esperienza e conoscenza dell’inglese. A Verona, invece, spazio a un tecnical engineer con laurea in ingegneria meccanica, elettrica, chimica o dell’automazione, e con esperienza di almeno tre anni. Infine, con sede italiana da definire, c’è una chance per market developer con laurea, conoscenza del pc, buona lingua inglese, disponibilità a viaggiare, motivazioni e capacità di lavorare in team.

Chi vuole candidarsi a stage e posti, deve cliccare sulla pagina dedicata alle selezioni di personale. Per saperne di più sull’azienda, invece, c’è il sito internet ufficiale.

Laureati per Poste Italiane. Scopri le posizione aperte:

03-08-2015

Dedicato a chi saprà parlar bene di Poste Italiane. La società per azioni, che si occupa della gestione del servizio postale nel nostro Paese, ha avviato una selezione di giovani brillanti da inserire immediatamente nei suoi uffici. Questa volta, quindi, non si tratta del classico reclutamento di postini e addetti allo smistamento di pacchi e lettere. Oggi è il momento dei consulenti commerciali e finanziari.

«Per la precisione, in questo periodo – spiegano dall’azienda – stiamo cercando un buon numero di neolaureati in discipline economiche. Fanno al caso nostro i dottori in economia e commercio, economia aziendale, economia delle istituzioni e dei mercati finanziari, scienze bancarie ed assicurative, economia degli intermediari finanziari e scienze

statistiche. Ma più in generale tutti i laureati in discipline economiche. I prescelti lavoreranno in azienda, firmando contratti a tempo determinato della durata di sei mesi».

Altri requisiti utili a chi vuole proporsi sono un voto di laurea di minimo centodue su centodieci, conseguimento del titolo da non più di ventiquattro mesi, buona conoscenza della lingua inglese e degli strumenti di Office Automation, forti motivazioni, spiccate doti commerciali e grande orientamento al cliente.

«I candidati prescelti – continuano da Poste Italiane – saranno inseriti all'interno di una delle sedi presenti sul nostro territorio nazionale e avranno il preciso compito di promuovere i prodotti finanziari e assicurativi di Poste Italiane e del Gruppo ai clienti già attivi e a quelli potenziali. Le sedi di destinazione (il gruppo ha 132 filiali e oltre 13mila uffici) sono sparse in tutta la Penisola: dal Piemonte alla Sardegna, dalla Lombardia al Veneto, dal Friuli all’Emilia Romagna, passando per la Toscana, il Lazio, la Sicilia, la Liguria, l’Abruzzo, l’Umbria e la Campania.

Chi vuole provare a candidarsi può farlo cliccando direttamente sulla pagina dedicata alle selezioni di personale. Per chi vuole ulteriori informazioni sull’azienda, invece, c’è il sito internet ufficiale.

Assunzioni Poste Estate 2014, ecco le ultime Novità

24-07-2014

Ufficiale: Poste Italiane 1914 Nuove Assunzioni Estate 2014

Sono mesi che si susseguono voci sulle Assunzioni in Poste Italiane, molte delle quali non trovavano riscontro soprattutto da parte di Poste Italiane stessa.

Ora però la situazione sembra essere cambiata, è infatti UFFICIALE che Poste Italiane per l’Esate 2014 (per 4 Mesi da Luglio a Ottobre) assumerà 1684 Portalettere e 230 Addetti Smistamento Postale che saranno inseriti in tutto il territorio Italiano a partire da Luglio 2014, per un totale di 1914 nuovi posti di lavoro.

Si tratta di Contratti temporanei che servono per far fronte ai picchi di Lavoro che coincidono con i mesi di ferie e alle eventuali carenze di personale, al momento non è nota la retribuzione ma sono noti altri dettagli, andiamo quindi subito a conoscere i dettagli Noti di queste nuove Assunzioni da parte di Poste Italiane.

Requisiti per il ruolo di Postini/PortaLettere

  • Diploma di scuola media superiore (con voto minimo 70/100);
  • Possedere la patente di guida in corso di validità;
  • Essere abilitato alla guida dello Scooter Aziendale (motorino Piaggio liberty 125 cc);
  • Essere in possesso del certificato medico d’idoneità generica al lavoro che viene rilasciato dalla USL/ASL di appartenenza o dal proprio medico curante.
  • Non c’è nessun vicolo di età ai fini dell’Assunzione.
  • Non è richiesta alcuna conoscenza specifica professionale.

Requisiti per il ruolo Addetti allo smistamento

  • Essere in possesso del Diploma di scuola Superiore con minimo 70/100,
  • Avere idoneità alla visita da parte del medico competente (ex D.Lgs. 81/2008 e successive modifiche).

Mansioni dei PortaLettere e degli Addetti allo Smistamento

Andiamo ora a vedere quali saranno le Mansioni da Svolgere per questi due tipologie di Figure che Poste Italiane cerca…

I PortaLettere si occuperanno del recapito postale quindi della Consegna di lettere, pacchi, buste, documenti ecc, ad ogni PortaLettere verrà affidata una zona di competenza dove svolgerà la propria funzione lavorativa attraverso lo Scooter Aziendale, che potrà essere usato solo nelle ore Lavorative e non al di fuori.

Gli Addetti allo smistamento, invece si occuperanno delle lavorazioni interne per lo smistamento della corrispondenza, quindi sarà essenzialmente un Lavoro di Ufficio, ragion per cui non è previsto l’uso di Scooter Aziendali.

Sedi del Lavoro

Le sedi Lavorative coprono l’intero Territorio Italiano, di seguito vi facciamo un breve riepilogo per Regione, ma per tutti i dettagli vi rimandiamo al Link alla fine dell’articolo dove potete conoscere anche le Province.

205 posti: Lazio;
500 posti: Lombardia;
196 posti: Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia;
291 posti: Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria;
180 posti: Emilia Romagna e Marche;
195 posti: Toscana e Umbria;
200 posti: Campania e Calabria;
110 posti: Sicilia;
37 posti: Puglia, Molise e Basilicata.

Come candidarsi per PortaLettere e Addetto allo Smistamento

L’unica modalità per potersi Candidare alle figure Professionali sopra elencate è la Candidatura Spontanea attraverso l’invio del Proprio Curriculum Vitae al seguente link (http://www.poste.it/azienda/chisiamo/lavoraconnoi.shtml), specificando l’erea di interesse e il ruolo per il quale ci si sta candidando. Evienziamo inoltre che l’assegnazione della sede del Lavoroverrà individuata nell’ambito delle Aree Territoriali indicate ma in base alle esigenze degli uffici postali o dei centri di smistamento.

Ribadiamo che si tratta di Assunzioni Ufficiali da Parte di Poste Italiane, potete trovare tutte le posizioni aperte direttamente nella Pagina Ufficiale di Poste (http://erecruiting.poste.it/posizioniAperte.php)


Strategie per un colloquio di lavoro di successo

24-04-2014

Nei colloqui di lavoro, vengono solitamente poste due tipi di domande: le domande generiche («mi parli di lei!») e quelle specifiche («quante lingue parla?») In entrambi i casi, l’istinto dell’intervistato è quello di cercare di dare una risposta veritiera. Tuttavia, questo istinto è, come vedremo, subottimale.

Prendiamo i seguenti esempi di domande generiche:

Il manager: «Buongiorno, mi parli di lei»Il candidato: «Buongiorno, ho 25 anni sono laureato in Economia e Commercio. Sono nato a Palermo nel 1988, cresciuto a Roma. Mi piace la musica leggera, faccio sport, gioco anche a scacchi. Ho studiato a Firenze, ma non mi trovavo bene li e dunque sono poi andato a Milano, dove ho conseguito la laurea con 110 e lode»

Il manager: «Perché dovremmo assumerla?»

Il candidato: «Mi piace il marketing, sono stato un ottimo allievo e vorrei fare un po’ di esperienza».

e poi le domande specifiche:

Il manager: «Quante lingue parla?»Il candidato: «Ho fatto 8 anni di inglese e 2 anni di spagnolo»

Il manager: «Qual è il suo peggior difetto?»

Il candidato: «Non riesco a staccare con il lavoro anche fuori dagli orari di ufficio»

Queste sono tutte risposte esatte dal punto di vista dei fatti, tuttavia sono risposte improvvisate che non mostrano alcuna preparazione da parte del candidato.

Un colloquio andrebbe preparato come se fosse una partita di scacchi studiando le mosse e considerando l’esito ideale e le strategie per raggiungere lo scopo. Chi deve affrontare un colloquio, o più probabilmente, una serie di colloqui, deve porsi la seguente domanda: Quali sono i tre messaggi che vorrei il manager si ricordasse nel momento in cui dovrà scegliere fra tutti i candidati? Questi messaggi devono essere pertinenti e in linea con la descrizione dell’offerta, in cui spesso si trova la frase chiave: “Il candidato dovrà possedere le seguenti caratteristiche:

Ad esempio, poniamo il caso in cui il candidato, dopo aver fatto le necessarie ricerche (che includono non solo leggere e rileggere l’annuncio ma anche capire l’industria in cui opera la società, i suoi clienti e progetti e i suoi concorrenti…), decide che i suoi tre messaggi sono:

1) Le sue ottime attitudini relazionali e comunicative
2) Ambizione
3) Spirito di iniziativa, e capacità di lavorare con minima supervisione

Chiaramente, per ogni messaggio, il candidato deve fornire una prova di quel che sostiene, facendo riferimento a esperienze personali, in particolar modo a episodi in cui ha risolto un problema, a come lo ha interpretato e a eventuali diplomi conseguiti:

1) Ottime attitudini relazionali e comunicative
«Un nostro cliente si era lamentato su Twitter del servizio in uno dei nostri negozi. Ho contattato il cliente, chiesto scusa, e lo ho invitato ad esporre la sua versione dei fatti. Ho poi contattato il nostro responsabile al negozio e dopo un ora, l’equivoco era risolto»«Sono stato eletto portavoce di un’associazione locale caritativa»
2) Ambizione
«Mi sono presentato all’elezione per la presidenza dell’associazione studenti, ma sono arrivato terzo su cinque candidati. Questi sono gli errori che ho commesso e questo è ciò che ho imparato. Forte di questa esperienza mi sono ricandidato l’anno successivo e ho vinto»«Ho visto che la vostra azienda ha due clienti al estero. Sarei interessato a saperne di più riguardo alle leggi sulla proprietà intellettuale e sono disposto a fare corsi di perfezionamento di Russo, lingua che ho studiato all’università»
3) Spirito di iniziativa, e capacità di lavorare con minima supervisione
«Nel mio precedente impiego ho messo in piedi una procedura che aiuta ad interpretare meglio le necessità dei clienti. Questa procedura prevede che una volta al mese, ogni dipendente di ciascun negozio si debba presentare come cliente mettendosi nei suoi panni e osservando cosa è necessario modificare e migliorare. In contemporanea, ho instaurato il sistema del Net Promoter Score in modo da avere una panoramica completa delle nostre procedure»

Così facendo diventa tutto più chiaro per il nostro candidato: con questi appunti, può affrontare qualsiasi intervista di lavoro.

La domanda «Mi parli di lei» si trasforma in una occasione per fare goal appena entrato in campo La risposta la più adatta è:

«Ho delle ottime attitudini relazionali e comunicative, sono molto ambizioso e posseggo un forte spirito di iniziativa; durante questo incontro spero di aver l’occasione di spiegare come il mio profilo possa essere di aiuto al successo della vostra società»

Paragonando questa risposta alla versione precedente «Buongiorno, ho 25 anni sono laureato in Economia e Commercio. Sono nato a Palermo nel 1988, cresciuto a Roma. Mi piace la musica leggera, faccio sport, gioco anche a scacchi…» se ne apprezza ancora di più l’impatto e l’utilità.

Il candidato dimostra essere ben preparato, di saper organizzare i suoi pensieri e di esporli in modo preciso e pertinente, senza utilizzare “beh… mah…”

Lo stesso concetto vale per la gestione di domande specifiche. Il candidato deve capire che la domanda «Quante lingue parla?» non richiede come risposta un numero (due, tre, quattro…) ma più sottilmente deve essere intesa come «in che modo utilizzerebbe le lingue straniere se lei dovesse lavorare con noi?»

Avrete anche notato che con questa preparazione, cambia il rapporto di forza. Nel primo caso le risposte del candidato suggeriscono che sarebbe l’azienda a fargli un piacere se dovesse assumerlo («vorrei fare un po’ di esperienza»). Mentre nella seconda versione, il candidato dimostra in pochi minuti in che modo la società potrebbe beneficiare della sua presenza.

Per di più il candidato ora dimostra non solo di non aver paura di ammettere sconfitte e errori, ma anzi li trasforma in punti di forza. Questo è un altro riflesso difficile da placare, specie nei giovani quando, durante i primi colloqui quando devono confrontarsi con domande come «quali sono i suoi difetti?» «qual è l’errore più grave che ha commesso?» Un manager esperto sa benissimo che la vita è fatta di errori. Quello che importa è dimostrare la capacità di identificare le cause degli errori e di essere in grado di superare la sfida.

É qui che risiede la differenza tra una risposta veritiera e la risposta più adatta in una data occasione. La risposta veritiera, non rivela la personalità del candidato, che è ciò che più interessa a chi fa il colloquio: “che tipo di persona è?”, “se lo assumo, tra sei mesi, come si comporterà con i suoi colleghi?”. La risposta veritiera fornisce, nella migliore delle ipotesi, una serie di fatti. Se la domanda posta è generica queste risposte possono essere lunghissime e noiose… anche se sono fattualmente esatte.

In una intervista di lavoro, i fatti hanno significato solo se fanno parte di una narrativa rilevante e interessante. Per questoè essenziale avere una strategia: ogni risposta può e deve essere affrontata in modo da sottolineare uno o massimo due fra i temi identificati dal candidato. Attenzione; ciò non vuol dire che è necessario mentire o nascondere la verità, bensì significa che è fondamentale dare rilievo ai fatti, ai dati, ai diplomi per dare l’idea di un candidato preparato…ideale per quel posto.

Poniamo il caso che il candidato sia in concorrenza con altri dieci, venti intervistati, le sue risposte, per la loro limpidezza, rilevanza e precisione, saranno più memorabili e più originali di quelle degli altri. Nel momento di fare la scelta finale, il manager si ricorderà molto più facilmente e positivamente del nostro candidato rispetto agli altri.

Decreto lavoro, ecco le novità

24-04-2014

Con il voto di fiducia nuove regole per l’apprendistato e su tetto e proroghe dei contratti a termine

Il governo rompe gli indugi e sul decreto lavoro decide di porre la fiducia che sarà votata proprio nella giornata di oggi. La decisione è arrivata anche per far fronte ai tanti mal di pancia interni alla stessa maggioranza, in particolare dell’Ncd di Angelino Alfano, contrario ad alcuni dei provvedimenti contenuti nel progetto di legge messo a punto dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le novità più significative del decreto in votazione oggi alla Camera, prima che la materia passi al Senato, dove potrebbe essere apportato qualche ritocco che metta d’accordo tutti, almeno nelle fila della maggioranza che sostiene l’esecutivo Renzi.

Apprendistato. E’uno dei capisaldi del decreto, anche perché il rilancio del lavoro giovanile, a fronte dei numeri disastrosi sulla disoccupazione tra i 15 e i 24 anni in Italia, è divenuta una delle priorità del governo. In pratica con la nuova disciplina si reintroduce, in abbinamento all’attività lavorativa, l’obbligo della formazione pubblica. Quest’ultima dovrà essere gestita dalle Regioni, che però dovranno attivare i corsi entro 45 giorni, altrimenti l’imprenditore sarà esonerato dall’inviare il proprio apprendista a fare formazione. In questo caso l’Ncd,vorrebbe consentire all’impresa di poter optare anche per una formazione interna, alternativa a quella pubblica.

Stabilizzazione degli apprendisti. In origine il disegno di legge approntato dal ministro Poletti, prevedeva la cancellazione di qualsiasi vincolo di stabilizzazione. La commissione Lavoro ha però reintrodotto questa norma prevedendo un minimo di 20% di assunzioni tra gli apprendisti utilizzati. Al Senato l’Ncd di Alfano probabilmente punterà a far cancellare nuovamente l’obbligo in questione.

Contratti a termine. La nuova disciplina prevede un tetto massimo del 20% di contratti a termine sul totale dei contratti attivi all’internodi un’impresa. In caso di sforamento del limite in questione, la nuova legge prevede che i contratti in eccesso si tramutino automaticamente in contratti a tempo indeterminato. Questo è un altro dei punti di frizione con l’Ncd, che vorrebbe alleggerire questa sanzione, tramutandola in un risarcimento di tipo economico.

Cinque proroghe. Sempre sul fronte dei contratti a termine, il progetto iniziale di Poletti prevedeva che si potessero operare fino a 8 proroghe dei contratti in essere. La Commissione lavoro ha invece deciso di optare per un massimo di 5 proroghe possibili. E questo sarà il testo definitivo su cui scatterà oggi il voto di fiducia di Montecitorio.

Causa del rapporto di lavoro. Con la nuova legge il datore di lavoro viene esentato dallo specificare le ragioni per cui si attiva un contratto a tempo determinato. L’esenzione passerà infatti dagli attuali 12 mesi a 36 mesi. In effetti si tratta di una delle misure che cambierà in maniera più profonda l’istituto stesso del contratto a termine.

Durc. La revisione della disciplina sul Documento di regolarità contributiva, il Durc appunto, è un altro dei temi intorno a cui si è scaldata di più la discussione. La decisione a cui si è giunta è che verranno effettuate delle verifiche online e in tempo reale, anche da parte dell’impresa, sulla regolarità della propria posizione contributiva, sia rispetto all’Inps che all’Inail. L’interrogazione in questione avrà validità di 120 giorni e in pratica sostituirà il Durc.

Condividi

Iscriviti alla Newsletter

Sarai aggiornato sulle novita del nostro servizio

Nome

Cognome

Email

Telefono

Citta