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Poste Italiane: 10Mila assunzioni, Piano 2018 – 2022

20-01-2019

La società di servizi postali ha lanciato il nuovo Piano Strategico 2018 – 2022, un programma di crescita e sviluppo che creerà anche occupazione. Si prevede, infatti, che genererà ben 10Mila posti di lavoro entro i prossimi 5 anni.

Ecco tutte le informazioni e cosa sapere sulle assunzioni Poste Italiane che saranno effettuate.

A dare la notizia è l’azienda stessa, attraverso un recente comunicato pubblicato sul portale web www.posteitaliane.it. La nota presenta il Piano 2018 – 2022 Poste Italiane, rendendo pubbliche le linee strategiche per lo sviluppo del Gruppo PI entro i prossimi 5 anni. Si tratta del progetto ‘Deliver 2022’, un programma quinquennale finalizzato a massimizzare il valore della rete di distribuzione della società, incrementare i ricavi, gli utili e le attività finanziarie, e aumentare il risultato operativo.

Per raggiungere questi obiettivi il Gruppo prevede varie iniziative che riguarderanno le quattro principali aree in cui opera, ovvero Corrispondenza – Pacchi – Distribuzione, Pagamenti – Mobile – Digitale, Servizi Finanziari e Servizi Assicurativi. Queste misure metteranno in atto una trasformazione incentrata sui dipendenti e sui sistemi tecnologici principali, per rispondere al meglio all’evoluzione dei bisogni dei consumatori e confermare la posizione di primaria importanza della società nella distribuzione a livello nazionale.

La ricaduta occupazionale del Piano Strategico Deliver 2022 sarà davvero notevole. Permetterà, infatti, di incrementare notevolmente l’organico aziendale, creando 10Mila nuovi posti di lavoro Poste Italiane.

NUOVI POSTI DI LAVORO E FORMAZIONE PER IL PERSONALE

Dei 10.000 posti di lavoro in Poste Italiane previsti dal programma assunzionale 2018 2022, circa il 50% sono rivolti all’inserimento di esperti in ambito finanziario ed assicurativo in azienda. La restante parte delle assunzioni riguarderà professionisti qualificati in vari ambiti. Non mancheranno le opportunità di inserimento anche per giovani talenti tramite tirocini.

I nuovi assunti potranno sostituire, in parte, i dipendenti del Gruppo che andranno in pensione. Poste Italiane, infatti, prevede il pensionamento di circa la metà dei lavoratori attualmente impiegati entro i prossimi 10 anni.

Per rendere sempre più competitive le proprie risorse, l’azienda prevede anche programmi di sviluppo, percorsi di formazione e iniziative specifiche per accrescerne le competenze tecniche e gestionali. Oltre a nuove misure di gestione delle prestazioni e di incentivazione per il personale

Per quanto riguarda, inoltre, i dipendenti già in servizio, 4.500 saranno riassegnati a un ruolo commerciale di front line. Inoltre, diversi collaboratori saranno riqualificati mediante appositi percorsi formativi, per i quali è stato stimato un monte ore di 20 milioni per i prossimi 5 anni.

“Nel corso del periodo di esecuzione del piano Deliver 2022 assumeremo circa 10.000 professionisti qualificati – ha dichiarato Matteo Del Fante, Amministratore Delegato e Direttore Generale di PI – e formeremo il personale in servizio per dotarlo delle competenze, degli strumenti e degli incentivi necessari per completare il nostro processo di trasformazione”.

Per completezza mettiamo a disposizione il Comunicato Stampa ufficiale che presenta il Piano Strategico e le assunzioni in Poste Italiane 2018 – 2022.

IL GRUPPO

Vi ricordiamo che Poste Italiane SpA è nata come azienda pubblica nel 1862, per opera del Governo Italiano. In seguito alla privatizzazione avvenuta negli anni ’90, è divenuta una Società per Azioni ed oggi è quotata in Borsa Italiana. Il Gruppo, che si occupa della gestione del servizio postale nel nostro Paese, è uno tra i maggiori che operano nel settore dei servizi in Italia. Attualmente impiega circa 138.000 dipendenti.

CANDIDATURE

Gli interessati alle future assunzioni Poste Italiane e alle offerte di lavoro attive possono candidarsi visitando la pagina dedicata alle carriere e selezioni del Gruppo (Lavora con noi). Dalla stessa è possibile consultare le posizioni aperte e candidarsi online, inviando il cv tramite l’apposito form.

Vi ricordiamo, inoltre, che periodicamente Poste Italiane assume Postini / Portalettere ed Addetti allo Smistamento, per la copertura di posti di lavoro negli uffici postali. Per ulteriori informazioni su reclutamento, selezioni e contratti offerti potete leggere la nostra breve guida su come lavorare in Poste Italiane.

Lavorare all’estero: i primi passi per cercare lavoro

16-12-2018

Cercare lavoro

Cercare lavoro all’estero è un’idea pressa in considerazione da moltissimi giovani italiani. Alcuni lo fanno perché nella Regione in cui vivono non riescono a trovare il lavoro dei loro sogni (o addirittura non trovano nessun impiego), per altri invece si tratta di trovare un’esperienza lavorativa che possa rendere più appetibile il loro curriculum vitae, anche in Italia.

Negli ultimi anni sono tanti gli italiani che si sono spostati dal nostro Paese proprio per lavorare; per altro mentre un tempo si preferivano luoghi vicini, che consentivano di tornare a casa spesso, oggi sempre di più si scelgono anche Paesi lontani, come l’Australia o il Canada: non solo la ricerca di un lavoro all’estero ma un vero e proprio cambiamento di vita.

Come trovare un lavoro all’estero

Il primo passo consiste nel leggere la guida di Adecco per la ricerca del lavoro all’estero: poche indicazioni ben sintetizzate, che permettono a tutti di inserirsi sul giusto binario. Il secondo passo consiste nello scegliere i Paesi in cui si vuole andare, o anche la singola Nazione: questo ci permetterà di circoscrivere le offerte lavorative e anche di precisare le problematiche specifiche.

Conviene ricordare che in genere è bene scegliere un luogo in cui il lavoro per i giovani sia disponibile in abbondanza, con un basso tasso di disoccupazione: questo ci permette di avere maggiori opportunità una volta arrivati nel luogo prescelto. Sono disponibili anche apposite agenzie per il lavoro, in moltissimi Paesi anche extraeuropei; oltre a consentirci di trovare molteplici offerte, questo ci permette anche di avere le idee più chiare sui requisiti minimi necessari per essere assunti all’estero.

Ad esempio la conoscenza dell’inglese è spesso necessaria, ma dipende molto dal luogo in cui ci si vuole trasferire. In alcune zone del mondo è prioritario avere almeno una conoscenza sommaria della lingua locale.

Stipendio e condizioni lavorative

C’è chi dipinge le possibilità di lavorare all’estro come idilliache. In realtà non si trovano ovunque condizioni lavorative migliori rispetto all’Italia. Certo, molto dipende dal tipo di lavoro che si vuole cercare: ci sono differenze sostanziali tra un contratto di lavapiatti e quello di ricercatore scientifico.

Avere un titolo di studio valido è fondamentale; per cercare lavoro in un luogo lontano dalla Comunità Europea è importante anche verificare che il proprio titolo di studio sia effettivamente valido in quel Paese, cosa non così scontata come si potrebbe pensare. Una buona cosa è anche verificare le condizioni proposte dalla posizione per cui ci si candida, a partire dallo stipendio.

Anche in Europa il costo della vita è ben diverso da Paese a Paese; in Italia abbiamo un costo della vita medio vicino a quello di base della Comunità Europea, ci sono però Paesi con un costo della vita anche del 40% più alto o più basso.

Questa cosa si deve considerare accuratamente prima di accettare un lavoro per uno stipendio che ci sembra altissimo, o bassissimo, se paragonato alle offerte italiane. I giovani che cercano lavoro all’estero devono anche ricordarsi di inserire nel curriculum tutte le esperienze formative, compresi corsi brevi o aggiornamenti di vario genere.

Assunzioni per l’estate 2018, oltre 450 posti di lavoro

15-04-2018

Cattolica

Sono oltre 450 le assunzioni per l’estate 2018 in programma in Emilia Romagna nel settore del turismo alberghiero e della ristorazione, un’ottima opportunità per chi è alla ricerca di un lavoro stagionale in Riviera Romagnola e a contatto con la gente.
Ogni anno è il Centro per l’Impiego della Provincia di Rimini a segnalare tramite il portale Riminimpiego le migliori opportunità di lavoro estivo presso tutte le strutture e i lidi della Riviera Romagnola, con tutte le informazioni utili per candidarsi per le posizioni aperte; in genere si tratta di contratti di lavoro della durata di 3 o 4 mesi nel periodo che va da aprile a settembre.

Lavoro a Rimini e in Riviera, le figure professionali ricercate

I posti di lavoro in Riviera Romagnola sono riservati per la maggior parte a personale esperto, quindi con già qualche esperienza lavorativa alle spalle, e in genere con una buona conoscenza di almeno una lingua straniera. I settori maggiormente coinvolti nelle assunzioni estive 2018, e in genere per ogni stagione estiva nella Riviera Romagnola, sono in genere quelli della ristorazione, alberghiero, dell’animazione, dell’accoglienza e del ricevimento.
A Rimini, Riccione, Cattolica, Cervia, Milano Marittima, Cesenatico, Misano Adriatico, Igea Marina, Gatteo Mare e in genere lungo tutta la Riviera le figure professionali più ricercate sono quelle di animatore, accompagnatore turistico, cuoco, barista e barman, pizzaiolo, piadinaro, pasticcere, banconiere di gelateria, segretario d’albergo, addetto alla reception, addetto all’accoglienza, impiegato ufficio vendite, direttore d’albergo, digital marketing specialist, cassiere, maitre, cameriere di sala, cameriere ai piani, aiuto cuoco, aiuto pizzaiolo, aiuto cameriere, aiuto barista, lavapiatti, tuttofare di cucina, bagnino con brevetto di salvataggio o per stabilimenti balneari, istruttore di nuoto o di fitness, estetista, parrucchiere, baby sitter, guardiano notturno, portiere, magazziniere, manutentore, autista, facchino tuttofare, addetto alla lavanderia o alla stireria.

Assunzioni per l’estate 2018 a Rimini, i requisiti

Per i requisiti specifici per ogni offerta è necessario consultare l’annuncio di lavoro corrispondente, ma ci sono alcuni requisiti generici che sono quasi sempre richiesti. Vediamo i requisiti generici per alcune delle figure professionali più richieste per il lavoro estivo in Riviera Romagnola.

Cuochi e aiuto cuochi: i candidati per le posizioni di cuoco devono saper organizzare i menu e il relativo approvvigionamento. Devono inoltre conoscere le caratteristiche merceologiche dei principali alimenti, le normativo igienico sanitarie vigenti in cucina e le principali tecniche di manipolazione e conservazione dei cibi. Gli aiuto cuochi, invece, devono sapere utilizzare i macchinari e gli strumenti per la preparazione degli alimenti, devono essere in grado di utilizzare le tecniche di preparazione dei piatti, conoscere le modalità di conservazioni dei cibi e le norme igienico sanitarie ed essere disponibili a pulire e riordinare la cucina.

Camerieri di sala: questo tipo di ricerca è in genere rivolta a persone maggiorenni, con buone doti relazionali e comunicative e con una buona conoscenza di almeno una lingua straniera.

Camerieri ai piani: per poter ricoprire questo ruolo è necessario saper sostituire la biancheria, rifare i letti ed igienizzare il bagno. Rapidità e competenze nello svolgere le proprie mansioni sono requisiti in genere richiesti, come anche la flessibilità a svolgere eventualmente altri compiti.

Segretari d’albergo: il candidato ideale, in questo caso, deve sapere utilizzare i principali programmi per la prenotazione alberghiera e conoscere almeno due lingue straniere.

Come candidarsi per le assunzioni per l’estate 2018

Tutti gli interessati a ricoprire gli oltre 450 posti di lavoro estivo in Riviera Romagnola si possono candidare semplicemente consultando il sito web www.riminimpiego.it, e più precisamente la pagina dedicata alla ricerca e selezione di personale stagionale, poi seguire le istruzioni per inviare il curriculum vitae in risposta agli annunci di proprio interesse. Nella pagina web dedicata agli annunci di lavoro per la ricerca di personale stagionale è possibile anche effettuare una ricerca per area tematica, selezionando ad esempio la zona di lavoro di proprio interesse, la disponibilità di alloggio per il personale oppure la qualifica.

Come diventare insegnante di sostegno? Ecco le novità in arrivo

15-04-2018

In Italia sono sempre meno gli insegnanti di sostegno: è ciò che è emerso durante un convegno della Cisl che si è svolto a Mestre in gennaio 2018. Nel solo Veneto si evidenzia una carenza di ben 1.558 insegnanti di sostegno.
Per risolvere in parte questo problema si può inviare la propria messa a disposizione (MAD) ovvero la disponibilità di aspiranti docenti non iscritti nelle graduatorie a ricoprire incarichi di supplenza o di sostegno o di svolgere servizio come personale ATA. La compilazione della domanda di messa a disposizione avviene tramite una procedura guidata che consente anche di inviare la propria disponibilità a tutte le scuole di una o più province al costo di 19 euro per ogni provincia.

Chi è e cosa fa un insegnante di sostegno

Prima di vedere come diventare insegnante di sostegno è necessario innanzitutto capire di cosa si occupa e quali sono i compiti e le responsabilità di questa importante figura professionale. Per certi versi il lavoro dell’insegnante di sostegno è più difficile rispetto a quello di un normale insegnante perché bisogna occuparsi di bambini e ragazzi con disabilità fisiche o mentali. E’ di sicuro una professione che richiede sensibilità, pazienza, impegno e un continuo aggiornamento delle proprie competenze per svolgerla sempre al meglio; si verrà però grandemente ripagati dal punto di vista umano.

Come diventare insegnante di sostegno: la formazione

Il percorso per diventare insegnante di sostegno, dopo le ultime modifiche stabilite dal Miur, pare diventato ancora più complicato. Secondo il Miur, le lauree abilitanti che permettono l’accesso alla specializzazione sono:

  • Laurea in scienze della formazione primaria (per la scuola dell’infanzia e primaria)
  • SISS (per la scuola secondaria)
  • COBASLID (per la scuola secondaria)
  • Diplomi accademici di II livello rilasciati dalle istituzioni AFAM per l’insegnamento dell’educazione musicale e dello strumento
  • Diploma di didattica della musica (Legge 268/2002)
  • Concorsi per titoli ed esami indetti antecedentemente al DDG 82/2012
  • Concorso per titoli ed esami indetto con DDG 82/2012 (esclusivamente all’atto della costituzione del rapporto di lavoro)
  • Sessioni riservate di abilitazione (DM 85/2005, DM 21/2005, DM 100/2004, O.M 153/1999, O.M 33/2000, O.M 3/2001)
  • Titoli professionali conseguiti all’estero e riconosciuti abilitanti all’insegnamento con apposito Decreto del Ministro dell’Istruzione
  • Diploma magistrale, diploma triennale di scuola magistrale ovvero titoli sperimentali ad esso equiparati e conseguiti entro l’a.s. 2001/02

Cosa cambierà dal 2019 per gli insegnanti di sostegno

Anche con i nuovi cambiamenti in programma, lo step imprescindibile per accedere alla professione rimane l’abilitazione, anche se con l’abolizione dal 2019 di TFA e TFA Sostegno, che attualmente però sono ancora in vigore, gli insegnanti dovranno cambiare percorso formativo. Al momento nulla però è stato ufficializzato.

Tra le novità per quanto riguarda la formazione degli insegnanti di sostegno a partire dal 2019 c’è anche la possibile introduzione di un nuovo percorso di specializzazione, chiamato FIT, che comprenderà anche corsi di specializzazione sulle tematiche del sostegno, mentre per gli insegnanti di ruolo già assunti ci sarà probabilmente l’obbligo di formazione sulle tematiche dell’inclusione; anche in questo caso, però, manca ancora l’ufficialità.

Con la riforma sul sostegno è stato proposto di dare spazio anche a bambini e ragazzi con altri disturbi che possono richiedere un maggiore supporto a scuola. Si parla in particolare di ragazzi con DSA, cioè disturbo specifico di apprendimento, e ragazzi con BES, cioè con bisogni educativi speciali. In questo modo i ragazzi che faticano ad inserirsi a scuola avranno la possibilità di essere seguiti con più attenzione, non solo dagli insegnanti, ma anche chiedendo la collaborazione di famiglie e associazioni. Alla progettazione riguardante l’inclusione scolastica dei ragazzi con difficoltà, inoltre, dovranno collaborare tutti i docenti coinvolti nella formazione dell’alunno, non solo quelli di sostegno.

Poste Italiane assume postini da gennaio 2018. Come fare domanda

08-12-2017

Poste Italiane assume portalettere.

L’azienda ha pubblicato l’annuncio di selezione di postini su tutto il territorio nazionale che saranno assunti con contratti di lavoro a tempo determinato a partire da gennaio 2018, in relazione alle specifiche esigenze aziendali sia in termini numerici che di durata.

La regione/provincia di assegnazione saranno individuate in base alle esigenze aziendali. Info su profili, requisiti, sedi, selezione e modalità di presentazione della domanda sul sito di Poste Italiane.

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